back to the back of the back of beyond

Back20to20the20future20

Per il feticista che nutrisse un'insana nostalgia per il mio vecchissimo sito o il mio vecchio blog, basta cliccare rispettivamente qui o qui. I pulsanti non sono visualizzati ma in gran parte funzionanti e attivi.
Il miracolo grazie alla Wayback Machine. E dunque: la memoria di internet è infallibile, spietata, oggettiva? Non rispondete. Mi fa paura. Credo di no. Spero di no. Se i ricordi non fossero quello che sono (ricordi e basta, appunto), saremmo tutti morti da tempo. Probabilmente. O ridotti molto male. E questo, forse, lo siamo già.
Have a nice day, apocalyptically yours, eccetera eccetera.

la pubblica gogna

Come da titolo. Perché quando ti esce il fumo dalle orecchie, ti esce e basta.

Insomma, c'è 'sta Jen Lancaster (link jennsylvania.com, col tubo che lo attivo) che ha ramazzato pacchi di dollari durante la grande bolla dell'e-commerce, che trattava di merda il mondo intero (su sua stessa ammissione), che rilasciava interviste dispensando dall'alto grani di saggezza, e quando tutto è finito in vacca ha cominciato a lamentarsi e bloggare, bloggare e lamentarsi ("datemi un lavoro!", "come faccio senza le mie Manolo?!?!") finchè un editor fesso, ché di fessi e di editor è pieno il globo, e di editor fessi non parliamone, non le ha fatto un contratto più che decente per la sua storia dalle stelle alle stalle ("ho capito che il denaro non conta niente, alla fine", mormora la piccina). Titolo: Confessions of a Condescending, Egomaniacal, Self-Centered Smartass, Or Why You Should Never Carry a Prada Bag to the Unemployment Office. Imperdibile. Giusto quella fine ironia postmoderna e postparacula da Sex and the City che ha il potere di mandarmi ulteriormente in bestia. Poor, poor little rich girl...

Scusa tanto, Jen cara (e pradine tue assortite), ma hai gozzovigliato senza ritegno alcuno, hai campato spendendo e spandendo ai tempi delle vacche grasse non preoccupandoti minimamente di quando sarebbero arrivati quelli, inevitabili, delle pecore a stecchetto, e mo' mi vuoi dare una lezione di vita? Come commenterebbe una mia cara amica, la gogna, la gogna, la pubblica gogna, altro che memoir del chéz e dello strechéz, altro che ulteriori colpi per affondare un'editoria americana già alla deriva. Epperò: quanti in Italia come la nostra, un tempo goderecci e spensierati primi della classe, adesso penitenti neoriciclandi (e impetranti qualsiasi lavoro, purché stiloso), ma ancora con la voglia di farci la moraletta? Guardatevi attorno. Non è difficile. Provate a contarli.

Fine del rant, sorry.
Su tutt'altro fronte, grazie a Will Christopher Baer ho scoperto gli Old 97s. Alla buon'ora, commenterà qualcuno. Vabbe', io sono contento lo stesso di ascoltarmi, in ritardo cronico, del roots rock come dio comanda. Mp3 scaricabili dal sito (all'erta, scummy, e grazie per il gancio e la cena!).
Alla prossima, con notizie belline assai. Almeno spero. Di sicuro più divertenti.

buongiorno buongiorno, cari blogger

One person, one blog, just the truth. The truth on the surface (it's a simple interface and you're not missing anything) and the truth a little below the surface (it's a personal, authentic monologue).
There have been plenty of signs lately that this is officially over.

Seth Godin, il nostro "agent of change", fa questo post sul suo weblog: la novità (?) è che non ci si può più fidare dei blogger e dei loro diari online. Come fonte di informazione , ma non solo. It's over. Adios. I dettagli non mi interessano.
Più o meno insieme (grazie a whoisnick.com per il collegamento) viene fuori questa parodia in flash dei media, nuovi e non, e di una possibile google-izzazione degli stessi. Solo che non fa ridere per niente. Anzi. Mette i brividi.
Morale della storia? Non solo una, di certo. Egoisticamente e forse egotisticamente, prendetela come volete, io sono contento di aver scritto -anche e non solo, per carità- di questi sviluppi nel mio nuovo romanzo (che ho finito quasi otto mesi fa e no, mai avuto sfere di cristallo). Visto che qui i commenti sono da sempre stati disabilitati per limitare il rumore di fondo, invito a scrivermi chiunque voglia approfondire. E in ogni caso, ehi, pace e bene e stiamo ad aspettare nuove tsunami, di tutti i tipi.

linky love love love

date
Come da titolo.
Ogni tanto bisogna riordinare la cartella dei preferiti e...

Patrick Conlon. Illustratore e tatuatore sex sex sex. Non male, anzi. Un tattoo da lui me lo farei pure battere.
Juliette & The Licks. Il gruppo di Juliette Lewis. Sì, quella di Natural Born Killers.
Richmond Fontaine. Mo' nel mio lettore cd. Consigliati. Non poco tristi. Alt-country-rock-shoegazing-whatever.
Xombie. Cartone in flash con zombie & affini. Davvero divertente e cutey/spookey, un po' stile Roman Dirge. Prossimo culto? Probabile.
Peep. In flash. Con un pulcino. Per bambini. Provate a smettere, però.
Fake. Bel blog. E non perché mi linka, scemi.
Edizioni Bonnard. Degni di massimo plauso per aver pubblicato Gli ultimi giorni dell'editoria di Tom Engelhardt. Titolo appropriato anche per la situazione italiana. Della serie osserva, sperimenta & impara.
Sara's Journal. Livejournal di Sara, ovvero Bruko. Meglio di gran parte della roba che potete trovare su splinder. Trust me. Bello anche Brukoworld, il suo sito in flash. Invidia (perché so usare malissimo la macchina fotografica).
Before Sunset Official Site. Il seguito di Prima dell'alba. Julie Delpy, Ethan Hawke. Richard Linklater, soprattutto. Amatelo o odiatelo. Me, I luv.
Naked Loft Party. Sesso scritto (bene) e non solo. Link maranza. Se assuefatti a Nerve, astenersi.