la sorellastra, the vengeful virgin

Vengeful_virgin Pochi, pochissimi lo sanno, ma io ho una sorellastra.
Nel tempo dei tempi (quando le bestie eran buone e gli uomini empi), papà (che ancora doveva conoscere mamma) durante un soggiorno premio dell'Invernizzi ad Anatom nelle isole Vanuatu (159 kmq, ma con sei bar di cui tre con flipper Bally) cedette alle lusinghe di "Ginger" Cummings (sorella di "Shifty" Cummings, padre di Robert Cummings, ovvero il futuro -rullo di trombe e squillo di tamburi- Rob Zombie).
La mia sorellastra, che non ha nome (in realtà ne ha tre, tutti impronunciabili), che non ha età (dai dodici ai cinquantaquattro a seconda del gradiente di umidità) e che non ha aspetto riferibile (una gran figa, secondo il mio amico Daniele, ma io non mi fiderei) vive da pendolare di ferro tra Trofarello (vicino a Moncalieri) ed Epi (sempre nelle Vanuatu, 446 kmq, altro che la Sardegna, la Corsica o San Giulio) e come tutta occupazione cura il tumblelog The Vengeful Virgin, già citato in precedenza, che d'ora in avanti sponsorizzerò ad oltranza. The Vengeful Virgin è come fosse messo insieme da una versione buzzurra di me medesimo che non se la mena, e per questo mi piace.
Comunque: che cosa non si fa, per i parenti. Su internet e nell'editoria, poi, figuriamoci.
(Forse tanto vale chiamarla Vengeful Virgin, la sorellastra. Vivi, per gli intimi).
(PS: per la gioia di tutti, i link continuano sotto. Oh, yes).

buccellato per sempre, znort!

Ranx Non vi piacciono i link qui sotto? A me un sacco. Sono curioso. Bulimico. Mi nutro, almeno via rete, di alimenti inutili e potenzialmente dannosi. Una dieta che non fa benissimo, soprattutto non al mio sistema neurovegetativo, ma comunque. E poi, i linchi sono un buon sistema per aggiornare lo s/blog (il mio sito/blog, l'ultima tendenza, non lo conoscevate? Male, ne hanno parlato XL, Panorama e trecento tumblr writers di Usmate, hinterland milanese - se non sapete che cosa sia un tumblr writer, siete vecchi vecchi vecchi).

Si diceva, per aggiornare lo s/blog anche quando si fa tutt'altro.
Quando, ad esempio, si cerca di incrociare il buccellato lucchese con la frutta martorana, alto esperimento genetico/culinario a cui mi sto dedicando in questi ultimi mesi con il patrocinio dell'Humanitas di Rozzano e del Motoclub Enduro Guinigi di San Romano in Garfagnana (provincia di Lucca, naturalmente). Operazione mica da poco. Ecco perché sono sparito per compagnucci internettari e non. Altro che scrivere, altro che pippe e pipponi. A che cosa possa/potrebbe servire l'incrocio/ibrido non lo so, ma anche quando hanno sintetizzato il primo antidepressivo triciclico credevano di aver scoperto un antiipertensivo. E quindi.

Divagazioni stupefacienti a parte, ma restando vagamente in tema, se avete intenzione di scrivere un libro leggetevi prima questo, ad opera dell'ottimo (come dicono le persone serie) Davide Musso e nel quale il vostro affezionatissimo (che sono sempre io, non Davide) ha elargito grani di saggezza, in assoluta libertà, tanto qualsiasi errore è colpa del già citato Musso (ciao, Davide, ti abbraccio, ti voglio bene, ti adoro, ti desidero) e così ce la sfanghiamo en souplesse (noi, che poi sono sempre io, non Davide). Tutto chiaro, parentesi comprese? Bene.

Per chiudere, una sorpresa, anzi due, anzi tre.
One: considerata la quantità di e-mail in tal senso (thanks generale & generalizzato), Senza te non sono niente diventerà un libro vero e proprio. Pagine, copertina, carta! Da poter sottolineare e scarabocchiare, come mi ha scritto qualcuno. Non prima del gennaio/febbraio 2008, però. E visto che le copie non saranno tante, e tutte personalizzate, chi fosse interessato a prenotarlo (ancora non so il prezzo, né se un prezzo ci sarà nel caso la generosità dovesse prendere il sopravvento), può scrivermi al solito indirizzo. La prenotazione non comporta nessun impegno e potrà eventualmente essere disdetta quando tutto sarà più chiaro. Un po' come al ristorante. Nel frattempo, Senza te non sono niente si può leggere sempre dal e nel blog. Anzi, s/blog. E che.
Two: Lo Stregatto - libri & giochi a furor di popolo ripubblicherà Setola in nuova lussuosissima edizione a tiratura limitata, con tanto di prezioso gadget/gioiellino allegato. Però qui è forse presto per parlarne, sul serio.
Three (four, let's go, alla Ramones, come sempre): Santi. Un gingillo sfizioso. Una scommessa. Con due miei racconti, legati, quasi speculari, uno in italiano e uno in inglese. Grazie a Luca e Rachel. Se ne riparlerà, come ripeto sempre e poi alla fine taccio, ma stavolta mi riprometto che no. Comunque, l'antologia si può già prenotare qui su Amazon (l'editore è americano, per chi non se ne fosse accorto).

E per un po' ho dato.
Statemi sani, tutti, tranne le zoccole deprimenti (bravo, Ranx, digliene quattro!).
Ri-znort, amici belli.

come on little honey, put your head on my knee

Casacapovolta_4 Questo pezzo mi fa sempre tornare in mente i punti migliori di Beetlejuice di Tim Burton. E non solo. Starò via per un pochetto, ma credo nessuno noterà la differenza. Al ritorno, il punto della situazione, per questo e per quello.
Baci, naturalmente.


Tell 'em that the house is not for sale
We're still livin' here, how come nobody can tell
They're takin' all the furniture, movin' our things
Come on little honey, put your head on my knee
Tell 'em that the house is not for sale
And calm down, calm down, calm down
Calm down, calm down, calm down

Do you remember when we even bought this thing?
I danced you across the wooden floor and you signed the lease
What happened in the car that night?
What happened in the car that night?
Tell 'em that the house is not for sale
And calm down, calm down, calm down
Calm down, calm down, calm down
Calm down

Tell 'em that the house is not for sale
We could grab a couple sheets, yeah, give 'em quite a scare
I remember lyin' on the bedroom floor
You were holding me, little honey, kissin' my soul
Tell 'em that the house is not for sale
And calm down, calm down, calm down
Calm down, calm down, calm down
Calm down
Calm down

(Ryan Adams, This House Is Not For Sale)


senza te non sono niente, video

Come definire un trailer quando compare parecchio dopo il libro/film/vaicoltango che dovrebbe annunciare?
Non ne ho idea.
Video e basta, immagino.
Ciò premesso, ecco il video di Senza te non sono niente, un regalo di Matteo.
Guardatelo, se vi va. Sempre se vi va, diffondetelo.
In ogni caso, è qui.
Baci & altro.


varie stupidaggini e pure no dopo un'assenza fin troppo giustificata

E comunque. Senza te non sono niente: tornerò, definirò, a posto metterò, quando non lo so, tardissimo spero di no. Pàppàppèro. A costo di sembrare ripetitivo, grazie a chi ancora mi manda e-mail sul romanzo/non romanzo/romanzo a puntate e buona lettura a chi sta recuperando gli ultimi capitoli.

In ordine sparso quello che mi ha colpito molto & così così tra ieri, oggi e anche domani.

Joyce Carol Oates sul NY Times: l'amnesia, argomento che conosco ahimé il giusto e l'ingiusto.
Creepy trailers, uno e due.
Un paio di libri, uno e due.
Le parole di Chiara, come sempre.
Non lo farò (penso di no) ma mi piace vederlo.
Analog instant photography, yay!
Daze, perché c'è, lei le sue stupende bambine.

Potrebbe continuare, ma devo andare a non fare colazione.


pillow angel

Pillowangel


Avete una risposta pronta? Una reazione, un commento?
Bravi. Io no.

Parents of a severely disabled girl in the US have revealed that they are keeping her child-sized in order to give her a better life (...) Along with hormone doses to limit her growth, Ashley's parents also opted for surgery to block breast growth and had her uterus and appendix removed. They say the treatment will help to improve her quality of life (continua qui e qui)

squole di scrittura

Donkey_1 Parecchi anni fa, intervistato dalla rivista Strane Storie, risposi così a una domanda sulle scuole di scrittura italiane

La maggior parte delle scuole di scrittura, come quella di Baricco, con i costi che ha, è l'equivalente della scuola americana che c'è vicino a casa mia, ossia ragazzi veramente pigri che non sanno che cazzo fare e famiglie facoltose che li mettono lì a passare il tempo. La scuola di Baricco è esattamente la stessa cosa. Ci sono anche altre scuole a Milano dove paghi veramente poco, dove la gente va essenzialmente per beccare. Sembrano dei club per single.

Per queste parole, discutibili quanto si vuole, venni lapidato (soprattutto da alcuni responsabili di scuole di scrittura, nel mio caso rari imbecilli, ma passi). Discorso che per me era (ed è) chiuso, se non fosse per un recente articolo di Stephen King per il Washington Post, da cui questo passaggio

I'm often asked if writing classes are any help, and my immediate and enthusiastic answer is always, Yes! Writing classes are wonderful for the writers who teach them and can't make ends meet without that supplementary income. They are also good places for unattached people to meet, talk about books and movies, have a few drinks and possibly hook up. But teach you to write? No. A writing class will not teach you to write. The only things that can teach writing are reading, writing and the semi-domestication of one's muse. These are all activities one must pursue alone.

Notato qualche punto in comune?
Piccola cosa di piccolissima importanza, okay.
Epperò sto sorridendo.

e io vado a vedermi i manges (f*ck the world)

Themanges_1








Non sono più in vacanza, e da parecchio, molto sta cambiando dentro e attorno a me, spero presto maggiori info, abbiate pazienza, non tutta la vita si racconta in un sito (figuriamoci in un weBBlog, che poi i weBBlog sono solo piattaforme, pezzettini di software, poche storie, io usavo wordperfect e adesso altro, per dire, ma puoi capire che differenza), e comunque sto bene, grazie, e per il resto come da titolo post. Melissa is a rockabilly rebel. To' mo'. Cheers e pupazzi di frankenstein che luccicano al buio e dischi colorati molto punk e tante altre belle cose per i vostri sogni fatti di lamette gilette e gommosini haribo.

dieci, dodici

Diecicomandamenti

Sto ascoltando il cd di Casiotone For The Painfully Alone regalatomi da Valentina, dodici pezzi belli stringati (e belli e stringati) con una stupenda copertina di Heidi Anderson, e intanto penso a che cosa fare di questo sito/weblog e intanto scrivo e intanto si vedrà e intanto

- qui I dieci comandamenti (vedi immaginiella a lato), scritto nel 1997 per la collana I sensi della Sperling Paperback come anonimo e ora disponibile a metà del prezzo di copertina. Un vecchio amico senza troppi peli sulla lingua, molti altrove. Trovato nelle migliori case dei peggiori satanisti, e non scherzo
- qui quello che farò sabato venticinque marzo, non solo, ma anche

E intanto.

spank me hard at the winter olympics!

Winterspank
Hey, just do it, Neve babe.
The book.
Mejo de qualsiasi guida.
Nelle peggiori librerie di Torino.
(Image hacking courtesy of Val and stuff).