senza te non sono niente, faq!

Senzatenonsononiente2 Ovvero, tradotto in italiano, DFP (Domande Frequentemente Poste).

Senza te non sono niente viene spedito gratis?
Sì. Assolutamente. E' un dono in tutto e per tutto. C'è chi ha proposto regalini in cambio (niente $$$, per intenderci); se vi va, a me fa sempre piacere.

Ti piace buttare via i soldi, allora? Sei ricchissimo?
No e no. Avevo qualche edizione limitata di qualche romanzo in qualche modo (qualcosamente?) raro, le ho vendute ed è bastato a finanziare l'operazione. Mi sarei potuto fare una vacanza, ma ho preferito impiegare i proventi in altro modo.

Come hai stampato Senza te non sono niente?
Nel garage del mio amico Beppe con un vecchio ciclostile ad alcol. No, vabbe'. Mi sono rivolto a vari servizi di print on demand, su internet (tipo Lulu.com, dove però il libro non si può acquistare: che regalo sarebbe, altrimenti?) o disponibili nella mia città, che mi potessero garantire un prodotto di buona qualità a prezzi non altissimi. I risultati sono piuttosto soddisfacenti, a mio parere. Il romanzo è paragonabile a un qualsiasi trade paperback di una qualsiasi casa editrice presente sul mercato.

Il libro non mi è ancora arrivato. Che fare?
Aspettare con fiducia e sperare, visto che mi è impossibile rispondere personalmente a tutte le e-mail. Le copie sono trecento, numerate e personalizzate. Le richieste si sono rivelate superiori alle aspettative. Sto effettuando le spedizioni in piccoli scaglioni, nei ritagli di tempo, in base al solito criterio del chiprimoarriva, meglioalloggia. Adesso come adesso, a parte un minimo numero di copie messe da parte per qualsiasi evenienza, questa edizione di Senza te non sono niente può dirsi esaurita.
E non verrà ristampata, come già detto più volte. Forse rinascerà sotto altra forma, ma, onestamente, non so. A costo di ripetermi, per me era e ancora è un regalo, punto e basta.

Che cosa significa che Senza te non sono niente si può fotocopiare? E il copyright?
Come indicato nel frontespizio del romanzo, Senza te non sono niente viene diffuso sotto licenza Creative Commons, più precisamente la Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Generico (ora 3.0).

Cito:

Tu sei libero di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare quest'opera, alle seguenti condizioni. Attribuzione: devi attribuire la paternità dell'opera nei modi indicati dall'autore o da chi ti ha dato l'opera in licenza e in modo tale da non suggerire che essi avallino te o il modo in cui tu usi l'opera. Non opere derivate: non puoi alterare o trasformare quest'opera, ne' usarla per crearne un'altra. Ogni volta che usi o distribuisci quest'opera, devi farlo secondo i termini di questa licenza, che va comunicata con chiarezza. In ogni caso, puoi concordare col titolare dei diritti utilizzi di quest'opera non consentiti da questa licenza. Questa licenza lascia impregiudicati i diritti morali.

Chiaro? Come vedete, le possibilità vanno ben oltre la mera fotocopia da regalare. Per qualsiasi dubbio, in ogni caso, contattatemi.

Mi è piaciuta molto Hazel, la bambolina del post precedente. Come posso fare per uscirci insieme?
Smamma, scemo.

senza te non sono niente, in carta (e ossa?)

Senzatenonsononiente_hazel


Esiste, come si può vedere dalla foto di Daze(d) (starring l'impareggiabile Hazel).
Per chi si fosse perso qualcosa, più info qui.
Le spedizioni cominceranno dalla prossima settimana. Tutti quelli che hanno richiesto il libro possono mandarmi un recapito postale (tutti, anche chi già l'ha fatto)? Grazie. Giusto per sicurezza.
Le copie saranno personalizzate in vario modo. Sorpresa.
Domanda ricorrente numero uno: sì, il romanzo può essere fotocopiato e diffuso, ma secondo questi termini. Comunque, ci torneremo sopra.
Domanda ricorrente numero due: no, per ora nessuna versione in qualsivoglia formato per il download.
Domanda ricorrente numero tre: no, questa edizione non verrà ristampata (sorry, but).
G'bye.
post scriptum del 19/02/08: grazie per le e-mail. non posso rispondere a tutti. forse manderò un messaggio cumulativo, forse no. sorry, again. risolviamola così: chi non si vedrà recapitare senza te non sono niente tra (circa) un mesetto, potrà iniziare a nutrire forti dubbi su un futuro, ipotetico arrivo. please, ripeto, anche a chi già mi avesse contattato: e-mail con indirizzo di casa, lavoro o che. grazie, di nuovo.

senza te non sono niente più varie e...

Senzatenonsononiente ... e non così eventuali. Per chi non fosse un aficionado del mio MySpace, sotto l'intervista integrale a me medesimo pubblicata su Mangialibri, uno dei più ricchi portali/siti/blog su/per l'editoria. Grazie a Carlotta per tutto. Mangialibri, by the way, ha anche recensito Mai come voi e Chiudimi le labbra; chi segue il girogirotondo dei link quasi quotidiani già lo sa (scrolla scrolla scrolla), per gli altri basta un click.

Senza te non sono niente diventa libro di carta, come annunciato. Maggiori info ai primi di febbraio. Un po' di pazienza ancora, grazie. Vi posso anticipare che saranno 300 copie numerate e personalizzate, che non verrà ristampato (non in questa forma, almeno) e che lo regalerò. Ebbene sì. Perché dovrei fare altrimenti? I regali si regalano. Già molte le richieste, ma forse ancora qualcosa rimane; per la prenotazione (parole grosse) si può scrivere al solito, immancabile indirizzo. A chi resterà fuori, eh, le mie sincere scuse (anche se un'altra mia ideuzza forse contribuirà a quadrare il cerchio).

Altro da dire non ho. E in fondo sono giorni che parlo pochissimo.
Sarà il cambio di stagione.

post scriptum del 28/01/08: potrei rispondere a tutti, ma siete davvero tanti, e comunque il succo sarebbe lo stesso: grazie per le lettere, il libro arriverà a chi arriverà, la speranza è l'ultima a morire, mi farò vivo via e-mail con chi si è dimenticato (ma davéro?) di indicare un qualsiasi recapito. e, no, non si ristampa e, sì, il tutto è veramente gratis, spese di spedizione comprese. pace e bene.


Mangialibri: intervista a Giovanni Arduino

Scrittore ed editore. Come a dire che vivi di libri in ogni senso... che cosa è arrivato prima, il lavoro al servizio della cultura editoriale o la necessità di scrivere qualcosa che provenisse dalla tua interiorità e andasse a toccare gli altri? E come si compenetrano le due attività?

È arrivata prima la voglia di leggere. Fumetti, tanti, in quantità enormi, anche perché i libri "seri" (i fumetti erano considerati un passatempo per dementi) che mi passavano i miei credentissimi nonni erano condensati politicamente corretti di Verne o Kipling, targati Paoline, oppure Reader's Digest quando andava di gran culo. Così mi sono rifugiato in Jacovitti, il sommo, Coccobill e Pippo e Pertica e Palla e l'investigatore Cip e il perfido Zagàr, e di seguito tutto il resto, da Topolino ai supereroi Marvel. I romanzi "seri" (sorrido) sono arrivati dopo, verso i quattordici anni, con tre autori, Stephen King, Charles Bukowski e John Fante, emozione e tecnica, senza distinguere, e da lì in poi è stata la mia rovina. Ho letto e leggo tuttora di tutto, senza distinzioni (una lista fredda e incompleta la trovate qui www.myspace.com/giovanniarduino). Le mie qualità di onnivoro sono andate bene all'editoria, come scrittore e come curatore editoriale. Come si conciliano o compensano le due attività? Un tempo male ("il pubblico, il pubblico, che cosa penserà il pubblico?" e pippe simili: troppo giovane e troppo ingenuo), adesso c'è un distinguo: il romanziere scrive a mano su blocchi, l'editor usa la tastiera del pc. Può sembrare stupido, ma è fondamentale. A mano scrivi per te stesso o per gli amici, e va bene così.

Hai sempre pubblicato sia con il tuo nome che con lo pseudonimo di Jonathan Snow... che cosa cambia e perchè questa scelta? Scelte editoriali o necessità di differenziare le produzioni?

C'è anche Joe Arden, o c'era, lo scrittore alla Jim Thompson, il truzzo alcolizzato con i camperos pitonati e la bestemmia facile (Thompson non era affatto così, ma l'immaginazione conta più della verità dei fatti). Jonathan Snow era (è?) buono e pacato, accondiscendente, molto Frank Capra (che, invece, quasi paradossalmente, era un birbante). Gli pseudonimi, questi come tantissimi altri, arrivavano dalla mia curiosità per tutto, di voler provare tutto, anche nella scrittura, e un nome solo (il mio) non bastava, i miei libri erano (sembravano?) troppo diversi uno dall'altro. Curioso lo sono sempre, ma con parecchio lavoro alle spalle, quindi certi esperimenti non mi interessano più (che so, la road novel dark stile Il viaggio o l'horror buzzurro vagamente cyber di Maniax, anche se magari mi piace leggere romanzi simili), e ne ho in testa altri. Si chiama cammino, evoluzione o incostanza? Non lo so.

La tua scrittura è intrisa di immagini, metafore, similitudini, visioni sospese tra sogno e realtà. Disagio, difficoltà adolescenziale a trovare il proprio posto nel mondo, il tentativo, a volte disperato e faticoso, di ritrovare i propri cocci o pezzi mancanti per rimetterli insieme. E, anche se nel buio, sempre e comunque si agita una fiammella di speranza. Da cosa nasce tutto ciò?

Io mi auguro che in fondo al buio ci sia qualcosa, insomma, che non ci sia altro buio. Mi auguro, sottolineo. Non ne sono affatto convinto. E la vita è spesso disperata e faticosa, non che me lo ripeta tutti i giorni, ma meglio essere moderatamente pessimisti, almeno ogni tanto ci si sorprende. In quanto al disagio adolescenziale, probabilmente non sono mai cresciuto del tutto, e con me tanti altri. Non voglio parlare di generazione, per carità diddìo, e neanche sottoscrivere il maledettismo naif di alcuni autori italiani, però in molti miei amici, molti miei coetanei e non solo, si percepisce una specie di blocco, di non portato a termine, di mai guarito, di perennemente incompiuto. Una ferita, anche, mai rimarginata, che ogni tanto fa male, ogni tanto si infetta, ogni tanto si allarga, e che non vuole chiudersi.

Quanto c'è di te nelle storie che racconti e quanto, invece, arriva da quello che vedi, senti, esperisci, dalle persone che ti hanno attraversato o anche solo sfiorato?

Tutto passa attraverso di me. Sono un filtro. E talvolta mi intaso. E spesso vedo e manco mi accorgo di vedere. Quando scrivo, però, tutto ritorna. Magari me ne rendo conto a settimane o mesi o ad anni di distanza, ma tutto ritorna. È uno sfasamento al quale mi devo ancora abituare, ma che c'è sempre stato. Molto difficile che pianga a un funerale; più probabilmente crollo tempo dopo quando le immagini, i suoni, gli odori persino, si ripresentano e mi travolgono.

Pensi che quando un libro viene pubblicato diventi di qualcun'altro, del lettore, per esempio? E se sì, che cosa significa per te vedere le tue parole e le tue immagini stampate su fogli di carta fatti per essere vissuti e sfogliati?

Il libro è del lettore. Lo dico spesso, magari nei ringraziamenti. Rimango stupito, stordito, dall'effetto che le mie parole hanno (quando le vedo come citazioni sui blog o nelle lettere che mi arrivano o più semplicemente quando qualcuno mi parla di un mio lavoro), perché una volta messe su carta e diffuse, in qualsiasi modo, non mi sembrano neanche più mie. Per questo i complimenti mi fanno arrossire, immancabilmente: sembrano sempre immeritati, sembra sempre che arrivino per qualcosa che non ho fatto. E anche le critiche: "insomma, questo che cazzo vuole da me?", quasi mi chiedo.

Quale è stato l'ultimo libro che hai letto che pensi ti sia rimasto dentro come una radice che affonda le sue estremità nella parte più profonda dell'anima?

Uno solo? Ahi. Difficile. Le pile vicino al letto, ecco, ne scelgo due: Los Angeles di Peter Moore Smith, un giallo molto insolito (lui è il fratello di Julianne Moore, la bravissima attrice di Safe e Magnolia e... curioso), e In Awe di Scott Heim, tagliente, che sto rileggendo, dall'autore di Mysterious Skin (in Italia da Playground, anche se In Awe è più riuscito, secondo me) . Andando appena indietro, One for Sorrow di Christopher Barzak, dolce e violento (mi piacciono gli opposti che si incontrano e si fondono non senza problemi, gli angoli e gli spigoli che non possono smussarsi). Chissà quali radici metteranno, questi tre. [carlotta vissani]

buccellato per sempre, znort!

Ranx Non vi piacciono i link qui sotto? A me un sacco. Sono curioso. Bulimico. Mi nutro, almeno via rete, di alimenti inutili e potenzialmente dannosi. Una dieta che non fa benissimo, soprattutto non al mio sistema neurovegetativo, ma comunque. E poi, i linchi sono un buon sistema per aggiornare lo s/blog (il mio sito/blog, l'ultima tendenza, non lo conoscevate? Male, ne hanno parlato XL, Panorama e trecento tumblr writers di Usmate, hinterland milanese - se non sapete che cosa sia un tumblr writer, siete vecchi vecchi vecchi).

Si diceva, per aggiornare lo s/blog anche quando si fa tutt'altro.
Quando, ad esempio, si cerca di incrociare il buccellato lucchese con la frutta martorana, alto esperimento genetico/culinario a cui mi sto dedicando in questi ultimi mesi con il patrocinio dell'Humanitas di Rozzano e del Motoclub Enduro Guinigi di San Romano in Garfagnana (provincia di Lucca, naturalmente). Operazione mica da poco. Ecco perché sono sparito per compagnucci internettari e non. Altro che scrivere, altro che pippe e pipponi. A che cosa possa/potrebbe servire l'incrocio/ibrido non lo so, ma anche quando hanno sintetizzato il primo antidepressivo triciclico credevano di aver scoperto un antiipertensivo. E quindi.

Divagazioni stupefacienti a parte, ma restando vagamente in tema, se avete intenzione di scrivere un libro leggetevi prima questo, ad opera dell'ottimo (come dicono le persone serie) Davide Musso e nel quale il vostro affezionatissimo (che sono sempre io, non Davide) ha elargito grani di saggezza, in assoluta libertà, tanto qualsiasi errore è colpa del già citato Musso (ciao, Davide, ti abbraccio, ti voglio bene, ti adoro, ti desidero) e così ce la sfanghiamo en souplesse (noi, che poi sono sempre io, non Davide). Tutto chiaro, parentesi comprese? Bene.

Per chiudere, una sorpresa, anzi due, anzi tre.
One: considerata la quantità di e-mail in tal senso (thanks generale & generalizzato), Senza te non sono niente diventerà un libro vero e proprio. Pagine, copertina, carta! Da poter sottolineare e scarabocchiare, come mi ha scritto qualcuno. Non prima del gennaio/febbraio 2008, però. E visto che le copie non saranno tante, e tutte personalizzate, chi fosse interessato a prenotarlo (ancora non so il prezzo, né se un prezzo ci sarà nel caso la generosità dovesse prendere il sopravvento), può scrivermi al solito indirizzo. La prenotazione non comporta nessun impegno e potrà eventualmente essere disdetta quando tutto sarà più chiaro. Un po' come al ristorante. Nel frattempo, Senza te non sono niente si può leggere sempre dal e nel blog. Anzi, s/blog. E che.
Two: Lo Stregatto - libri & giochi a furor di popolo ripubblicherà Setola in nuova lussuosissima edizione a tiratura limitata, con tanto di prezioso gadget/gioiellino allegato. Però qui è forse presto per parlarne, sul serio.
Three (four, let's go, alla Ramones, come sempre): Santi. Un gingillo sfizioso. Una scommessa. Con due miei racconti, legati, quasi speculari, uno in italiano e uno in inglese. Grazie a Luca e Rachel. Se ne riparlerà, come ripeto sempre e poi alla fine taccio, ma stavolta mi riprometto che no. Comunque, l'antologia si può già prenotare qui su Amazon (l'editore è americano, per chi non se ne fosse accorto).

E per un po' ho dato.
Statemi sani, tutti, tranne le zoccole deprimenti (bravo, Ranx, digliene quattro!).
Ri-znort, amici belli.

ultimo intervallo minimo...

... e poi si chiude: il romanzo a puntate (termine che ho sempre odiato, ma in questi mesi non ho trovato di meglio) finirà.
Prossima settimana, grosso modo.
Mille scuse per le lettere ancora senza risposta. Come assicurato in precedenza, non lascerò fuori nessuno.
Per chi mi ha chiesto un banner o qualcosina di simile per Senza te non sono niente, uno poco sotto, courtesy of Valentina. Altre sorprese arriveranno. Altre ancora potete mandarle voi, se vi va (alcuni lo stanno già facendo, e grazie. grazie. grazie).
Decisioni verranno prese, da io me mi. Niente di epocale, ma insomma.
Abbracci sparsi e per la colonna sonora del weekend frugate qui su del.icio.us, alla rinfusa. I miei link su musica & affini si sentono soli.

Senza te non sono niente, 2007

brevissimo intervallo

Grazie.
A seguire Senza te non sono niente siete davvero in parecchi. Rispetto a qui, ancora cresciuti di numero. I trionfalismi mi danno fastidio, però, insomma, il vostro interesse e la vostra passione mi fanno piacere, eccome. E ci mancherebbe, e ci.
Qualche modo per ringraziarvi lo troverò.
Sono indietro con le e-mail, sorry, ma nessuna resterà inevasa, senza risposta. Promesso.
E, sì, visto che me lo chiedete in molti: il romanzo ha, avrà una fine. Tranquilli. Tra non molto, ma neppure così poco. E poi vedremo.
Statemi sani. Sopravvivete.

intervallo con chiudimi le labbra (ma non solo)

Chiudimi le labbra, il romanzo che non vuole morire, come ho già detto. E grazie al cielo. A questo proposito, l'ultima tornata di spillette è quasi finita. Non so se ne farò altre. Come al solito, per aggiudicarsele basta scrivermi. Semplicissimo.

E a parte i nuovi link in rete, una grande (anche se non dovrei dirlo io) recensione che Giulia ha fatto circolare e poi mi ha mandato. Arrossisco, as usual, e chi mi conosce di persona sa che è vero. Potete trovarla poco più sotto e se scriverete a Giulia le farete sicuramente piacere.

Domande e risposte: perché Senza te non sono niente sul tuo sito e a puntate? Mi sembrava di avere già risposto, ma forse questo interrogativo ne sottende un altro, appena appena paraculo e nelle intenzioni cattivello: non l'ha voluto proprio nessuno? Sinteticamente: dopo quasi trenta libri più vari racconti al mio attivo (30! madonna mia), sotto pseudonimo o meno, non ho più l'ansia della prima volta, la smania della pubblicazione cartacea a tutti i costi. Se le proposte degli editori non mi convincono preferisco lasciar perdere. Chiudere il dattiloscritto nel famoso cassetto e aspettare, forse addirittura dimenticarmene. Oppure diffonderlo in altro modo; qui, ad esempio, scelta neanche così stupida, almeno per chi legge e ha voglia di seguirmi, visto che da quando è in scena Senza te non sono niente i contatti singoli del sito sono più che triplicati. Non ho fretta. Non ho voglia di farmi il sangue cattivo per una decisione sbagliata. Magari ci perderò qualche soldo, almeno all'inizio, ma per il momento posso tirare avanti lo stesso, grazie. Intanto scrivo.
Più onesto di così, non riesco.

Colonna sonora di Senza te non sono niente, durante scrittura e riscrittura e (se così vi piace) lettura: dopo i Colt di un post precedente, KatieJane Garside nelle sue varie incarnazioni. Un salto sul mio blog di MySpace per video & altro. Ohp. Basta poco.

Buona lettura, adesso e dopo, qui e altrove.


Chiudimi le labbra

Pagine di diario silenziose come neve che sprigionano profumi ipnotici di sensualità delirante. “Chiudimi le labbra” di Giovanni Arduino è questo: il concentrato di un mondo in bilico tra sogno e realtà. Il mondo di Sissa e Martina srotolato in brevi pagine intessute di mistero dove le storie si interrompono in puntini di sospensione che nascondono paure. Sissa non ha un nome: la sua identità è la sua strana malattia. Martina un nome ce l’ ha ma è il suo corpo a non averlo. Un corpo ferito che ha bisogno del dolore per identificarsi dopo la fine di un amore e il suicidio del fratello. L’una smussata e inutile, l’altra sottile come lama per incidere cose orribili che crescono dentro, si incontrano in un centro medico. Lo stesso medico le cura, il medico che conosce i segreti di entrambe, della triste storia di Martina e del suicidio del fratello. Uno sguardo, un sorriso e non si lasciano più. Senza parlare, senza spiegare nulla come scandiscono le note di “Dont explain” di Billy Holiday che Martina canta in una colonna sonora senza fine. Insieme ma lontane, le due protagonista sono separate dall’incubo ricorrente di Martina che impedisce un contatto fisico tra le due. Contatto fisico ricercato spasmodicamente da Sissa, espresso in descrizioni di amplessi che coinvolgono carne , sensi e mente. Immagini che trasportano il lettore nelle atmosfere maladives di C. Baudelaire, in particolare in una poesia Femmes damnées, della raccolta poetica “Les Épaves” (i relitti) del 1866. Il poeta dedica una lirica al combattuto amore tra Delfina e Ippolita che ricalcano i tratti delle due protagoniste del libro. Delfina come Sissa, “superba forte bellezza”, cerca nell’occhio di Ippolita, “fragile bellezza” come Martina, “il muto canto che evoca il piacere”. La invita, offrendole i suoi “baci lievi come quelle efemere che sfiorano a sera i grandi laghi trasparenti”, a non concedere il “sacro olocausto della sue prime rose ai violenti soffi che potrebbero avvizzirle”, ai baci degli amanti che scaveranno “solchi come carri o vomeri strazianti” imprimendo stimmate e lividi nel suo seno vergine. Parole e inviti che Sissa non riesce a dire a Martina ma che sembrano tradurre il desiderio inappagato di baci e di carezze che le pulsa in fondo al petto e tra le gambe, impresso con delicata sensualità nelle pagine minimali del suo diario. Ippolita come Martina vive nel tormento e ha timore di abbandonarsi. Una teme perché “le precipitano addosso gravi spaventi e neri battaglioni di fantasmi sparsi” che vogliono portarla per “strade scoscese chiuse ovunque da un orizzonte sanguinante” . L’altra, Martina, è perseguitata da un sogno ricorrente di un uomo senza volto che le dice di non voltarsi a guardarlo altrimenti non si sa che succede e dai 4 ragazzi che la portano nella grotta per piegarla e spezzarla, aprirla e divaricarla, e scostarle a forza le labbra. Ma alla fine dopo silenzi, dopo i giorni che si sovrappongono nell’alternanza di luce bianca, rossa, gialla, marrone, nera e blu, dopo la morte dei giovani e l’arresto del medico sospettato di omicidio, le tensioni si allentano e le distanze si accorciano. Sissa scrive una lettera a Martina facendo sparire definitivamente i puntini di sospensione e il mondo comincia a cambiare tra piogge e sconvolgimenti atmosferici che sono metafora della trasformazione delle protagoniste. L’acqua le rende leggere e spazza via ogni impurità, la malattia, i pensieri cattivi e sbagliati. Come due battelli ebbri cominciano a percorrere la strada del loro amore e della loro identità. Finalmente l’acqua s’infiltra e lava i loro corpi “dalle macchie di vino bluastro e di vomito, disperdendo il timone e i rampini” delle loro paure . Finalmente nascono di nuovo immerse in un mondo che è finalmente loro, tra braccia allacciate, mani che percorrono i corpi dentro e fuori, e baci che chiudono le labbra diventando parole. Le parole che non si sono mai dette.

Giulia Marini

intervallo con domande & risposte

Sì, Senza te non sono niente l'ho scritto io (e in parte lo sto ancora scrivendo).
Sì, viene pubblicato (virgolette più o meno grandi a seconda della vostra concezione dell'editoria e della rete) per la prima volta qui.
Sì, lo stanno seguendo in parecchi, e ringrazio i parecchi (però, a chi l'ha chiesto, un sano echettefrega).
Sì, proseguirà  fino alla fine senza troppe interruzioni (e con una cadenza di circa quattro capitoli a settimana).
Sì, potete abbonarvi al mio feed (vedi anche in fondo alla colonna a sinistra).
Sì, potete citarne brani a volontà, su weblog/siti/forum/mailing list/eccetera; basta che non li modifichiate e indichiate sempre titolo e autore, con un link possibilmente attivo al mio sito (http://www.giovanniarduino.com); in caso di dubbi o particolari richieste, scrivetemi.
Sì, potete stamparlo e diffonderlo, rigorosamente non a scopo di lucro (e seguendo le regole riportate sopra).
Sì, conosco l'esistenza delle licenze Creative Commons (ma al momento per vari motivi non voglio servirmene).
Sì, come al solito ci saranno sorprese (probabilmente più in là).
Sì, Senza te non sono niente ha una sua colonna sonora (l'ha avuta, la sta avendo durante la stesura e ce l'ha anche per voi); primi pezzi quelli dei Colt, tenerissimi e feroci, da ascoltare.
Sì, è autobiografico (ma come tutto quello che scrivo e nel senso che intende anche Chiara di The Bell Jar in questo bellissimo pezzo).
No, per il momento non ho intenzione di pubblicarlo in volume (si vedrà).
No, per il momento non ho intenzione di diffonderlo in un file unico (si vedrà anche questo).
No, non ho comunque intenzione di trasformarlo in un esperimento ipertestuale (ma per favore).
No, non so perchè proprio in rete (no, davvero).
No, per l'occasione non attiverò i commenti (le e-mail inviate al mio indirizzo trovano comunque risposta, sempre).
No, il titolo non arriva necessariamente da un pezzo dei Placebo (Whithout You I'm Nothing, per la cronaca).

No, non avrei finito (ma ci saranno altre opportunità, altre lettere, altre domande).
Pace e bene.
Buon proseguimento di lettura e statemi sani.

i wrote a book about rock and roll

Mrtexperience_1... che è il titolo di un grande pezzo di un grande gruppo, ma in realtà I translated a novella by Stephen King. La scorsa estate. Che fa sempre piacere. Soprattutto quando la novella è bella (rima). Come in questo caso. Undici settembre e dintorni senza un grammo di retorica. The Things They Left Behind, in italiano Le voci delle cose, e la trovate qui.
Ultimamente traduco pochissimo, tempo zero, ma quando capita la proposta giusta, l'occasione che fa l'uomo ladro, ehi, gabba gabba hey.
Magari prossima settimana per gli auguri di Natale, e il primo che biascica "anche no" con accento da Navigli si becca l'Acer sul lavoro del proprio dentista. Allegria, allegria, allegria.
PS: vera allegria, o comunque grande godimento, domenica 17 dicembre con i See Emily Draw. Andare & ascoltare.

programmazione neuro sonica e mai come voi

Programmazioneneurosonica Strana la storia di Mai come voi. Il titolo da un pezzo dei Tre Allegri Morti (e dello scippo mi sono accorto dopo), e adesso-mo'-now-ora il romanzo che ispira una canzone dei PNS - Programmazione Neuro Sonica che trovate qui su MySpace. Grazie a Paolo e al resto del gruppo e, sì, presto collaboreremo assieme. Ain't life grand? :)
Per il resto, baci e abbracci per le e-mail sul nuovo Jonathan Snow (risponderò a tutti, spero e promitto e iuro).
Considerato l'intervallo tra questo e il precedente post, a dopo ma non so quando. Take extra care.