
Questo pezzo mi fa sempre tornare in mente i punti migliori di Beetlejuice di Tim Burton. E non solo. Starò via per un pochetto, ma credo nessuno noterà la differenza. Al ritorno, il punto della situazione, per questo e per quello.
Baci, naturalmente.
Tell 'em that the house is not for sale
We're still livin' here, how come nobody can tell
They're takin' all the furniture, movin' our things
Come on little honey, put your head on my knee
Tell 'em that the house is not for sale
And calm down, calm down, calm down
Calm down, calm down, calm down
Do you remember when we even bought this thing?
I danced you across the wooden floor and you signed the lease
What happened in the car that night?
What happened in the car that night?
Tell 'em that the house is not for sale
And calm down, calm down, calm down
Calm down, calm down, calm down
Calm down
Tell 'em that the house is not for sale
We could grab a couple sheets, yeah, give 'em quite a scare
I remember lyin' on the bedroom floor
You were holding me, little honey, kissin' my soul
Tell 'em that the house is not for sale
And calm down, calm down, calm down
Calm down, calm down, calm down
Calm down
Calm down
(Ryan Adams, This House Is Not For Sale)
My name is Kenji.
This could be me three hours from now.
Why do I want to kill myself?
I don't know...
I wouldn't kill myself for the same reasons as other suicidal people.
Money problems...
Broken heart...
Hopelessness...
No, not me.
Many books say "Death is relaxing."
Did you know that?
No need to follow the latest trends...
No need to keep pace with the rest of the world...
No more e-mail...
No more telephone...
It'll be like taking a nap...
Before waking up refreshed and ready to begin your next life.
That's what they say.
"This is bliss."
(Last Life in the Universe, Pen-Ek Ratanaruang, 2003)
Dopo una rapidissima sortita d'agosto nelle sale più piccole d'Italia (che mi frega del cinema via cell, datemi caramelle e poltrone di vellutino), è uscito il dvd di Mysterious Skin di Gregg Araki, di cui ho già parlato qui.
L'autore del romanzo su cui è basato, Scott Heim, è responsabile anche dello stupendo In Awe ed è al lavoro su un nuovo libro.
La versione italiana è più corta di qualche minuto rispetto all'anglosassone, disponibile, ad esempio, su Play.com.
Comunque sia, affittatelo o comperatelo. E bona lé.
PS: vi trovate bene con i tags di del.icio.us per organizzare i link (vedi fondo colonna di sx)? Fatemi sapere.
Si costruiscono in fretta e alla bell'e meglio weblog dove si discute di tutto (letteratura, politica, vita quotidiana) con il solo tentativo e unico scopo di lanciare il proprio libro o il proprio disco o qualsiasi altro prodotto. Si mescolano e confondono ad arte i rapporti personali con una spietata autopromozione. Si finge di parlare, di comunicare, mentre l'unica reale comunicazione è quella pubblicitaria, gelida e impersonale anche quando i discorsi, i post sembrano accorati fino alla preghiera, alla supplica, alla confessione, al piagnisteo. Si creano -o si tentano di creare- comunità non di persone, di esseri umani fatti di polpa e linfa e lacrime e sudore, ma di acquirenti virtuali. Persino chi diffonde spam è meno disonesto, meno subdolo: almeno non finge e i suoi obiettivi sono evidenti fin dall'inizio.
Non credo di aver peccato in questo senso (se la pensate diversamente, fatemelo sapere), cercando di essere sempre chiaro e diretto nelle informazioni diffuse, anche in quelle che riguardano il mio lavoro, la mia attività di scrittore. Ormai però mi riesce difficile tollerare lo strepitare preconfezionato o gli appelli untuosi di chi venderebbe un'anima già di quarta mano per un contatto in più, un visitatore in più, un link in più all'insegna del compratemi-amici-perché-ci-sono-anch'io. Devo trovare un rimedio, almeno per me stesso, almeno per questo sito, che tra un'incarnazione e l'altra (e che mi piaccia o no) esiste fin dal 1998. Altrimenti mi sentirei a disagio. Se parte del web sta imboccando una strada che mi disgusta, inevitabile e doveroso sceglierne un'altra.
Si vedrà. Non subito, magari, ma neanche troppo tardi.
On a lighter note...
Martedì uscirà in Italia il nuovo disco degli Eels, Blinking Lights and Other Revelations. Un doppio. Trentatré pezzi. I limiti e i confini di pop, rock, big band e non solo che si espandono all'infinito. Allo stesso tempo minimale e sontuoso. Denso e compatto come un romanzo. Testi che da tempo non trovavo neppure nei migliori esempi di narrativa americana. A chi vi dirà (ci sarà sicuramente, i guastafeste non mancano mai) che è un album inutile e fin troppo curato, un album in fondo sbagliato, rispondete con una scrollata di spalle o una pernacchia. Ascoltatelo per intero, non saltabeccando di traccia in traccia, e fatevi la vostra idea. Come riferimento italiano, questo non può mancare.
Ieri Mysterious Skin di Gregg Araki mi ha rubato il cuore dopo averlo passato in un tritatutto. O viceversa. Non è capitato solo a me: al TGLFF eravamo in sei e in sei siamo usciti con i lucciconi sotto una pioggia che era quasi nevischio leggero. Mea culpa per non averlo visto a suo tempo a Venezia, gran colpo essere riuscito a recuperarlo. Verrà distribuito in Italia a fine maggio e ci sarà occasione di riparlarne, anche brevemente.
E ciao e così sia.
Si riscoperchiano i bookmark e...
Dresden Dolls . Brechtian punk cabaret da Amanda e Brian. Ascoltabili in sottofondo.
Unspire. Graphics & design dark/industrial dall'amico Diego. Davvero niente male.
Custom Creature Taxidermy. Come creare pezzi d'arte e esemplari da freak show. Animalisti astenersi, forse (dare un'occhiata al disclaimer prima di pronunciarsi).
Craig Thompson. Se non vi piace la sua graphic novel Blankets, io non so che farci. Però leggetela bene. Tutte e settecento le pagine. Cercate di cambiare idea. Ringraziate Coconino che l'ha portata qui, anche se parecchi altri ci avevano già pensato (e bene che hanno fatto). Dopo o assieme, se vi garba, continuate con Pop Gun War, angeli e metropoli e pesci e poesia da Lain.
RichardKelly.Net. Tutto quello che vorreste sapere (e anche no) sul regista di Donnie Darko, più volte citato su queste pagine e da questo fine settimana in circolazione in Italia (caveat emptor: il blog costruito ad arte dal distributore è un vergognoso farlocco).
Prindle Rock & Roll. Rock, punk e dintorni. Database di recensioni e interviste, bellissimo. Grazie al Giorce per la segnalàz.
HWeblog. Weblog di Jan Bruun, figura storica dell'underground. Rece e dritte, in inglese e in danese.
Per finire, giusto per darvi qualcosa a cui pensare, questo. Ostalgie. Oggi, tra romanzi e racconti e dischi e cuoricini e incenso e diavoli e pupazzielli e pipistrelli e disegni a china nera e tramonto rosso (stupendo) in anticipo, io mi sento così. Alla prossima, chissà.
Donnie Darko. Nei cinema italiani. Dal 15 ottobre. Dalla MovieMax.
Io lo vidi al Torino Film Festival del 2001. O, meglio, ne vidi metà. La sala prese fuoco. Not joking. Recuperai il resto a una replica. Ne valeva la pena. In supersintesi: sfasamenti spaziotemporali e teen angst a manetta. E anni Ottanta (per una straordinaria analisi della sinergia tra canzoni e plot, spostarsi qui). C'è chi ha detto "Ritorno al futuro incontra David Lynch", ma non sono così d'accordo.
Purtroppo quello distribuito in Italia non sarà il final cut che il regista Richard Kelly ha approntato dopo il tonfo mainstream e il successivo trionfo cult in dvd. Pazienza.
Posso solo garantire questo: se vi è piaciuto Mai come voi, di sicuro vi piacerà Darko. E viceversa.
A proposito: Mai come voi su DiRadio, oggi (martedì) e domani. Ore 19.45. Intervista con moi. Thanks a Enzo per la collaboràz.
E poi: forse si andrà in vacanza. Non so. Mah. Non per molto, comunque. Se adesso vi trovate in un posto tranquillo e bellissimo, sappiate che vi odio, almeno un pochetto.
E ancora: finito di scrivere il nuovo romanzo. O quasi. Ancora non so che cosa farne. Presto notizie. Però, così, a caldo: a chi piacerebbe leggerlo? Una specie di anteprima, di sneak preview. Hmmm? Dai, scrivetemi. E si parlerà e si vedrà. Stay tuned.
(Grazie per le ultime lettere su Mai come voi. Stupende. Prima o poi le raccoglierò tutte da qualche parte. E grazie a Jean Nathan, autrice del libro di cui al post precedente, che mi ha abbracciato virtualmente per la mia recensione. Effigurarsi. Se qualcosa è bello & interessante & mi piace davvero, perché non parlarne?)
Serendipity, si diceva poco sotto.
E io sto iniziando a scrivere un romanzo su una particolare, molto particolare ragazza della porta accanto e nel frattempo esce The Girl Next Door, che sembra gustoso e totalmente diverso da quello che ho in mente (grazie al cielo, ci manca giusto la paranoia) e di fatto un remake aggiornato di un classico bello e triste di metà anni Ottanta, Risky Business (il cui sottotitolo italiano fuori i vecchi i figli ballano fa a gara con spiritello porcello, quello di Beetlejuice). Colonna sonora dei Tangerine Dream, by the way.
Anzi, toh, stasera me lo rivedo. Risky bischi, come l'ha sempre chiamato mio padre (immagino per assonanza con bisca, e il film pure di quello tratta), coniando addirittura un'espressione: ah, tu, domani, mentre sono al mare con mamma, risky bisky, eeeeh?. E una strizzatina d'occhio. Come si diceva: fuori i vecchi... . Prodigi del lessico famigliare e ciao alla Ginzburg.
Domani alle sei sono alla FNAC di Torino con Mai come voi. Link da cliccare anche per altre date. Il giovedì in libreria e il weekend risky bischi. Come no.
Un amico mi ha portato il dvd dalla Francia. Lì il film è uscito in sala lo scorso luglio.
Haute Tension di Alexandre Aja.
Beh, accidenti.
A parte che inizia alla stragrande con due ragazze toste che intonano Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri, è (anche) un misto tra Non aprite quella porta, L'ultima casa a sinistra e il meglio di Lucio Fulci (non per niente agli effetti speciali c'è Giannetto De Rossi, il makeupparo di Zombi 2), grandguignolesco e velocissimo e con colpo di scena finale rozzo ma di sicuro effetto.
Date un'occhiata al bel sito coreano e sappiatemi dire. A me mi è piaciuto, mi è, e da qualche parte troverò pure la colonna sonora. Oh.
Michael Madsen in Donnie Brasco, Michael Madsen che taglia un naso ne Le iene, Michael Madsen che spreca il suo talentaccio qua e là, Michael Madsen che scrive poesie dure e malinconiche, struggenti e rugginose, quasi un Bukowski meno gigione o un John Fante più incazzato.
La prima raccolta ormai fuori catalogo, Burning In Paradise, tanto grande da spingermi a una reazione coram populo su Amazon
Well, it would be far too easy to blurt out something like "the best since Bukowski" and stuff. Truth is Michael Madsen is a real good actor, a fine poet, and probably a very tormented man (don't wanna get into inane psychobabble here, anyway). Burning In Paradise is life as it happens: not such a pretty sight. Oh, and forget all the other actors-cum-poets (or singers, novelists, whatever) wannabes. Madsen is in a class all by himself.
Ora ne esce una versione ampliata, riveduta e corretta dalla 12 Gauge Press, minuscolo editore che sembra non poco interessante. Nuovo titolo The Blessing Of The Hounds. Cd d'accompagnamento. Qui arriverà tra poco. Grazie a Gary per l'informaz.
SinatralessI woke up before the sun this morning and walked outside
onto the back deck. After awhile, the light came up
a little and I noticed a lot of dried leaves slowly
blowing across, mostly into the corners of the patio.It reminded me of the
opening scene of Godfather III,
only the music was gone.Frank died a few days ago and
now the license plates on his van
have been changed.
His house looks different now.
There are leaves there, too,
in a big pile in the driveway.
Never would have been there
while he was alive.
It was always clean, really clean.It’s kind of sad I think, me, you,
the house, the leaves, everything,
really Sinatraless.(C) Michael Madsen