senza te non sono niente, 72
Mi sveglio o metto a fuoco lo sguardo. La fleboclisi è ancora attaccata. Il trespolo a lato del letto, la sacca verde quasi vuota. Sul comodino di metallo, un batuffolo di cotone con una macchia rosso scuro. Controllo la vena del braccio. E’ curva e indurita, un laccio di cuoio sotto la pressione del dito. Tre lividi si allargano dall’incavo verso il gomito. Mi sfilo l’ago a farfalla. Esce in un sospiro di gratitudine o rassegnazione. Pulisco con il cotone. Il tubo di plastica penzola libero. La stanza puzza di deodorante al cedro, di pasti non consumati, di polvere e di grigio e di abbandono.
Sono da sola.

