senza te non sono niente, 70
Giulia è morta da poco, nella stessa clinica dove sono stata ricoverata. Dove c’è anche lui. Dissanguata, la milza in brani, inutili le trasfusioni. Non per colpa dell’esplosione, nessuna vittima diretta. Giulia, calpestata e travolta dalla folla che cercava di scappare. La gothic lolita, anche lei andata in pezzi. Io sono stata presa in mezzo.
Ieri ho visto lui da dietro i vetri, la testa fasciata e gonfia, come se sotto le bende non avesse una sola faccia ma tante e diverse. In fondo è così. Per ogni faccia, una punta di cucchiaino passata nello yogurt alla fragola e leccata lenta davanti al reparto. Tante punte di cucchiaino che sono sempre la stessa.
Mio padre ha telefonato e verrà con la mamma, ha domandato se sta bene, se lui sta bene, è la prima volta che lo nomina direttamente o almeno mi sembra, avevo voglia di gridare lui chi? anzi, quale? La cornetta sbattuta sulla forcella. Dalla mia debolezza, la forza dell’odio. Io uscirò prima del suo, del loro arrivo. Sono, sono stata fortunata, credo.

