jonathan snow, il bambino che amava l'oceano
Sì.
Incredibile.
E' tornato, come in precedenza strombazzato (rima).
Il più conosciuto tra i miei pseudonimi in tutte le librerie da martedì 24 ottobre con Il bambino che amava l'oceano, da Sperling & Kupfer Editori.
Perché l'oceano?
Perché il mare non mi bastava più (e continua a piacermi l'acqua).
Perché il bambino?
Perché è il (doppio) protagonista.
Perché un nuovo Jonathan Snow?
Perché anche gli pseudonimi hanno una vita (cambiano, insomma).
Perché una storia così?
E che, l'hai letta? (comunque, in calce un breve prendivoglia).
Perché non scrivi post più lunghi?
Presto, prestissimo, baby (ora a nanna).
Perché perché perché?
Uffa: because (perché sì!).
Un bambino è a letto. Non sta bene. Si sente solo. Per far passare le ore e allontanare lo spettro della malattia, si sporge e afferra un libro dal quale non sembra riuscire a staccarsi. All’interno delle pagine, la vicenda di un altro bambino a lui curiosamente somigliante, tutto preso nella ricerca di un oceano senza fine in compagnia del suo inseparabile orso di pezza. Le storie dei due bambini si alternano in un ritmo che cresce lento, seguendo i destini dell’uno e dell’altro, del bambino che legge e di quello che vive dentro il romanzo, per culminare in un finale...


Parecchi anni fa, intervistato dalla rivista