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jonathan snow, il bambino che amava l'oceano

Ilbambinochemavaloceano

Sì.
Incredibile.
E' tornato, come in precedenza strombazzato (rima).
Il più conosciuto tra i miei pseudonimi in tutte le librerie da martedì 24 ottobre con Il bambino che amava l'oceano, da Sperling & Kupfer Editori.
Perché l'oceano?
Perché il mare non mi bastava più (e continua a piacermi l'acqua).
Perché il bambino?
Perché è il (doppio) protagonista.
Perché un nuovo Jonathan Snow?
Perché anche gli pseudonimi hanno una vita (cambiano, insomma).
Perché una storia così?
E che, l'hai letta? (comunque, in calce un breve prendivoglia).
Perché non scrivi post più lunghi?
Presto, prestissimo, baby (ora a nanna).
Perché perché perché?
Uffa: because (perché sì!).


Un bambino è a letto. Non sta bene. Si sente solo. Per far passare le ore e allontanare lo spettro della malattia, si sporge e afferra un libro dal quale non sembra riuscire a staccarsi. All’interno delle pagine, la vicenda di un altro bambino a lui curiosamente somigliante, tutto preso nella ricerca di un oceano senza fine in compagnia del suo inseparabile orso di pezza. Le storie dei due bambini si alternano in un ritmo che cresce lento, seguendo i destini dell’uno e dell’altro, del bambino che legge e di quello che vive dentro il romanzo, per culminare in un finale...

squole di scrittura

Donkey_1 Parecchi anni fa, intervistato dalla rivista Strane Storie, risposi così a una domanda sulle scuole di scrittura italiane

La maggior parte delle scuole di scrittura, come quella di Baricco, con i costi che ha, è l'equivalente della scuola americana che c'è vicino a casa mia, ossia ragazzi veramente pigri che non sanno che cazzo fare e famiglie facoltose che li mettono lì a passare il tempo. La scuola di Baricco è esattamente la stessa cosa. Ci sono anche altre scuole a Milano dove paghi veramente poco, dove la gente va essenzialmente per beccare. Sembrano dei club per single.

Per queste parole, discutibili quanto si vuole, venni lapidato (soprattutto da alcuni responsabili di scuole di scrittura, nel mio caso rari imbecilli, ma passi). Discorso che per me era (ed è) chiuso, se non fosse per un recente articolo di Stephen King per il Washington Post, da cui questo passaggio

I'm often asked if writing classes are any help, and my immediate and enthusiastic answer is always, Yes! Writing classes are wonderful for the writers who teach them and can't make ends meet without that supplementary income. They are also good places for unattached people to meet, talk about books and movies, have a few drinks and possibly hook up. But teach you to write? No. A writing class will not teach you to write. The only things that can teach writing are reading, writing and the semi-domestication of one's muse. These are all activities one must pursue alone.

Notato qualche punto in comune?
Piccola cosa di piccolissima importanza, okay.
Epperò sto sorridendo.