goodbye sperling, hello elliot

Cambiamenti, si diceva.
Potrei raccontarla in mille modi, ma preferisco andare subito al sodo. Lascio la Sperling & Kupfer/Frassinelli, la casa editrice per la quale sono stato prima editor, poi senior editor, poi editor-at-large, dall'esterno, un battitore libero. Mille i motivi, mille i ricordi, ma -a costo di essere scortese, e nel caso mi dispiace- per il momento sono miei e tali restano. Lascio in eredità alla Sperling & Kupfer un bel pacchetto di regali sotto forma di libri e mi unisco a un gruppo compatto nonché intrepido per mettere in piedi una nuova casa editrice. Nome (neanche tanto) in codice: Elliot. A Roma. Ne riparleremo sicuramente.
Libri, visto che le vostre e-mail, giustamente, quello chiedono: a fine ottobre dalla Sperling un nuovo Jonathan Snow (Il bambino che amava l'oceano, a sinistra un'illustrazione interna del bravo Angelo Ruta), malinconico, un po' elegiaco. Snow sta conoscendo una strana evoluzione che non mi dispiace per nulla. E comunque continuo a parlarne in terza persona. Un bene o un male? Hm.
Per il resto, non so. Sto lavorando a parecchi progetti (quasi) contemporaneamente, uno finito (grosso modo), l'altro a metà, l'altro ancora mah. Non mi era mai successo prima. Non so esattamente a chi saranno destinati (Simone, ideatore e responsabile unico di Lain, mia ultima casa editrice, ha fatto fagotto, abbandonato la sua creatura e io mi sento un po' così). Non ho particolare fretta. Vedremo.
Nel frattempo, as usual, statemi sani.



