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rock e amori perduti

Io ci sarò, naturalmente.
Voi ci sarete? Hope so.

Da L'Unione Sarda del 19 giugno 2005

Giovanni Arduino: il rock e gli amori perduti
di Grazia Pili

Tanti spicchi di vita da assaporare insieme. C’è una sofferta storia d’amore che s’interroga sull’appartenenza e sul bisogno di ritagliarsi piccoli spazi all’interno di una relazione. Ma c’è anche uno spaccato di vita che si ferma a riflettere sulle informazioni che ogni giorno si è costretti a subire da più canali senza per questo risultare più intelligenti o informati. La vicenda di Sissa e Martina, protagoniste del libro di Giovanni Arduino “Chiudimi le labbra” (Lain Books, 10 euro) rivivrà domenica prossima (dalle 21.30) al centro sportivo Atlantide di via Cettolini a Elmas. L’ingresso è gratuito. Il reading dell’autore piemontese sarà accompagnato dalla musica composta appositamente dal bassista e dj V.Bas, “Chiudimi le labbra OST” (DHV Records, 2005) per guidare la lettura di alcuni brani. Non solo. La musica sarà ancora al centro dell’appuntamento un’ora più tardi con l’esibizione punk n’roll dei cagliaritani Gods of Gamble prima della chiusura con il dj set electro e trip hop che vedrà alla consolle ancora una volta V.Bas.

LA MOSTRA. Un romanzo sulla incomunicabilità che si avvale di altre forme d’arte per arrivare dritto al cuore dei lettori-ascoltatori. Compresa una collettiva di pittura diretta da Simone Ambu che prende il nome dal precedente lavoro dell’autore piemontese “Mai come voi”, selezionato al Premio Campiello e primo libro pubblicato con il suo vero nome dopo una quindicina di libri editi sotto numerosi pseudonimi. Le opere di Marco Tanca, Fabrizio Tuveri, Federico Orrù, Davide Pala e Simone Ambu sono ispirate a Sandra e Luca, due ragazzi con la necessità di sentirsi differenti da tutti gli altri, rinchiusi in una casa isolata tra colline, stagni ed erba alta.

IL ROMANZO. Anche questa volta Arduino punta sul bisogno di appartenenza, ma in “Chiudimi le labbra” Sissa racconta se stessa e la sua strana patologia, la Tripla Esse ovvero Sindrome da Sovraccarico Sensitivo-Informativo: “quale che sia la quantità di informazioni che si riesce a metabolizzare, esisterà sempre un abisso tra ciò che i mezzi di comunicazione offrono e la capacità del nostro organismo di assorbirlo”. Il male di Martina, invece, ha il volto del rifiuto, quello del ciboconsumo e respinge anche il contatto fisico. Paura, ansia, insicurezza e dolore in un libro schietto che non nasconde la violenza. Solo attraverso la musica, le note di Billie Holiday tornano in continuazione, e una sessualità minacciosa le due protagoniste riusciranno a sopportare la solitudine, sino alla metamorfosi finale.

LA MUSICA. Ritmi e sonorità dunque come filo conduttore, e sul palco toccherà ai Gods of Gamble mettere il giusto sigillo alla serata. Dopo sei anni di concerti e continui cambi di line-up, il gruppo (Giampy Guttuso, Alessandro e Fabrizio Rizzu, Fabio Farigu e Angelo Collu) sta per pubblicare Play with U$$. Verso mezzanotte sarà tutto nelle mani di V.Bas con il suo sound, originariamente improntato sulla scena di Bristol, che si è evoluto negli anni in direzione house per arrivare, oggi, a esplorare i territori del suono minimal.


ama, vivi

Da L'Unità di giovedì 16 giugno (disponibile on line solo con abbonamento)

Ama, vivi e chiudimi le labbra
di Andrea Di Consoli

Chiudimi le labbra, di Giovanni Arduino, è un romanzo breve e poeticamente denso; la storia (le storie) rimangono intatte (Arduino ha scritto libri di genere sotto pseudonimo), eppure decade l'impianto ampio, il procedere per descrizioni, quella tecnica diffusa per cui i romanzi devono essere affollati, verbosi, attenti a ogni minimo particolare (si dice, non a torto, che chi dice con venti parole ciò che potrebbe dire con cinque è capace di qualsiasi delitto; è il caso di molti romanzieri di professione). Come nel già dimenticato Sono solo mostri (Feltrinelli) di Andrea Santojanni, anche in Chiudimi le labbra abbiamo la sensazione di trovarci tra personaggi nuovi, in un paesaggio definitivamente mutato, eppure vitale come una boccata d'ossigeno. Arduino annulla la centralità del dialogo (della verbosità) e affida tutto ai gesti, ai movimenti dei corpi, alle sensazioni e agli odori. Romanzo post-verbale? Diciamo pure che questo romanzo (ma anche il precedente, Mai come voi, Sperling & Kupfer) è di specie post-sociale, che poi significa che i personaggi in questione vivono fuori dal mondo degli adulti, con un atteggiamento di aperto rifiuto del dolore del mondo. E' come se intorno a loro ci fosse un cordone sanitario ("mai come voi" dicono i personaggi taciturni di Arduino in faccia al mondo dei grandi). In questo nuovo romanzo Arduino racconta la storia di due ragazze, Martina e Sissa; due ragazze che forse si amano o forse si aiutano a vicenda (come in Sono solo mostri, anche qui abbiamo una confusione di sessi, una compenetrazione di sentimenti: dall'amore alla solidarietà; come nel romanzo di Santojanni, anche qui siamo in presenza del superamore, ovvero di un nuovo modo di fondersi e di proteggersi dal male del mondo). La loro malattia si chiama SSS, che poi non sarebbe altro che una sindrome da overdose di informazioni (ovviamente è una malattia teorizzata da Arduino; da notare, però, lo strano rimando alle SS naziste). Martina e Sissa non parlano (non chiosano la realtà) ma vivono; vivono anche nel romanzo, ché loro esprimono il dolore, la gioia, la paura con gesti, con piccoli scatti del corpo, con sfioramenti teneri e delicati. Non c'è mai nervosismo, mai un possedersi vischioso e violento (passionale), o un parlarsi addosso. E' il trionfo della tenerezza. E della poesia.
Chiudimi le labbra è una nuova strada aperta al romanzo italiano, troppo appesantito dal professionismo e dal linguaggio medio. Arduino ha lavorato per sottrazione, per scavi, per gesti, e il risultato è un romanzo necessario e urgente come una poesia struggente scritta nell'arco di una notte.

Dal weblog Doukipudonktan

... Un romanzo breve, sincopato, scritto in modo frammentato, quasi a singhiozzo. Un romanzo in cui domina il potere della parola, concreta, reale, squarciante, che diventa densa e si sostituisce, a tratti, perfino alla trama e ai personaggi. Un romanzo fluido e, soprattutto, liquido. Liquido come onde marine e acqua di fiume, liquido come saliva, liquido come sperma. Liquido amniotico, che avvolge e protegge, che nutre e divora. Ma anche un romanzo di lividi, di ferite, di lacerazioni, di scie, di lampi (per lo più, di infinità). In bilico precario tra gli opposti: tra la luce e il buio, il sonno e la veglia, il suono e il silenzio.

Per chi è di Cagliari o città vicine (o per chi vuole farsi una breve vacanza in Sardegna), domenica 26 giugno a partire dalle 21.30 io sarò qui. E non da solo. Dovrebbe essere divertente. Grazie a Paolo di tutto.

Sintetico, come comunicazioni.
Datemi tempo :)


tatuaggi nello spirito

Giornate piene, e magnifiche, mentre riporto una recensione di Chiudimi le labbra (con intervista annessa) pubblicata su Il Tempo di oggi. Con tutta onestà in un paio di risposte non mi riconosco moltissimo, ma credo faccia parte del gioco, e in ogni caso grazie mille a Eugenio Zacchi. Tra breve altro e di più. E la possibilità di parlare di un paio di argomenti che mi stanno a cuore, che mi girano e rigirano dentro. Un abbraccio per le lettere, i regali, le dimostrazioni d'affetto.

Amori proibiti e tatuaggi nello spirito
di EUGENIO ZACCHI

«IL TATUAGGIO in Italia consta di tre generi: da galera, da marinaio, del nobile. In ogni caso fa male, bisogna essere assolutamente certi di farlo, poichè modifica radicalmente le scelte della vita. È un tunnel nella pelle».
Questa in sintesi è la filosofia del tatuaggio per Giovanni Arduino. Il suo ultimo romanzo, da poco in libreria, "Chiudimi le labbra" (Lain, pp. 117, 10 euro), è una struggente dichiarazione d'amore. Le due protagoniste, Sissa e Martina, una affetta dalla Tripla Esse (Sindrome da Sovraccarico Sensitivo-informativo), l'altra perseguitata da incubi tra cui l'irreversibile ricordo della scomparsa del fratello, si amano fin dal primo incontro, senza tempi né tempo di sperimentare o assaporare. Il loro è un amore totale che non conosce pause o riflessioni. La sicurezza del sentimento provato spinge a una convivenza priva di dubbi, colma di speranze e soprattutto di possibilità in una sorta di "recupero" delle proprie identità compromesse da un "relativo", per dirla con Freud, così schiacciante. Perché due donne? «Sono due persone sole, soprattutto. Il genere è irrilevante. Ho seguito una scelta spontanea. E poi le mie donne sono sempre bisessuali».
Appassionato di cuori sacri e di librerie dell'usato, Giovanni Arduino ci confessa la propria curiosità per i vecchi messali. Ora, a Parigi, se ne trovano molti. Cosa Le interessa del messale? «In ognuno trovi sempre piacevoli sorprese: santini, fiori essiccati, liste della spesa, appunti». Crede nella religione? «Purtroppo no. Ma è bello vedere un volto illuminato dalla fede». E nell'amore? «Sì, come tutti, penso». E lo ha compiutamente narrato nel suo libro dove Sissa e Martina vivono il loro rapporto senza chiedere l'una all'altra tanti perché. Bastano a se stesse e basta loro la presenza della divina Billie Holiday, autentica panacea alle reciproche solitudini. Intense emozioni sino alla metamorfosi finale, fanno da sfondo a un disagio dal quale le due protagoniste non riescono a uscire se non attraverso l'intervento della musica e di una sessualità minacciosa e violenta. Ma ciò che dà valore a questo libro è sicuramente una scrittura densa e asciutta allo stesso tempo. La capacità di tratteggiare situazioni e psicologie con l'uso di poche parole danno una singolare pertinenza al linguaggio e permettono agili immagini non prive di un apprezzabile estro creativo: "Una preghiera per la quiete di un legame profondo, per quello che possiamo dire senza voce" o nella descrizione, eccellente, di ragazzi pronti alla violenza dell'eros: "Raccoltisi sotto casa, denti da faina e sorriso che non era un sorriso e lingua da rettile sotto labbra sottili, speravano che il loro veleno avesse ancora effetto, che una goccia fosse rimasta nel cuore e nel sesso di Martina".
Landolfi nella letteratura, Lynch nel cinema e Bacon nella pittura sono soltanto alcune delle personalità che piacciono molto al nostro Autore, ma sono sufficienti per capirne la sensibilità e i motivi che la ispirano. Cosa non Le piace in assoluto? «Un animo cattivo».

il male di vivere

Da La Gazzetta di Parma di sabato quattro giugno (disponibile on line solo in parte):


Il male di vivere nell'ultimo, splendido e lancinante, romanzo di Giovanni Arduino ( « Chiudimi le labbra » , Lain Editore) ha il corpo scivoloso e gonfio di Sissa e i tratti di lama di Martina.

Il rivo strozzato che gorgoglia, l'incartocciarsi della foglia di montaliana memoria hanno trovato nuova consistenza nei due giovani personaggi femminili di un romanzo profondamente lirico, in cui la trama narrativa frana in una vertigine di dolore, di dolorosa consapevolezza del Male che abbraccia e soffoca la vita. Oggi. Sulla scena ci sono sempre e solo loro Sissa e Martina: due ragazze, due giovani donne, malate di vita.

Sissa racconta se stessa, e la sua strana patologia, la Tripla Esse ovvero Sindrome da Sovraccarico Sensitivoinformativo: « quale che sia la quantità di informazioni che si riesce a metabolizzare, esisterà sempre un abisso tra ciò che i mezzi di comunicazione offrono e la capacità del nostro organismo di assorbirlo. Da questo divario, dall'impossibilità di elaborare carichi eccessivi di dati quotidianamente a nostra disposizione ha origine la cosiddetta SSS o Tripla Esse » .

Affascinante, acutissima metafora dei giovani d'oggi che vivono in un sistema ipertrofico, che immette ininterrottamente input sempre più difficilmente assimilabili, il male di Sissa diventa rifiuto di dati in eccesso. Perchè tutto ciò che entra fa male, tutto ciò che di nuovo entra è il male: « sono un filtro ormai bloccato dentro le mie fibre si annidano miliardi di informazioni e dati. Lí stanno, non passano, raramente escono, altri cercano di aggiungersi. E fanno male. Mi hanno fatta ammalare » . Martina, invece, ha corpo di lama, pelle sottile e lunghe ossa. Anche il suo male ha il volto del rifiuto, quello del ciboconsumo. Vertebre esposte, pungenti, un corpo che rifiuta il contatto d'amore. E tanta paura, ansia, insicurezza, dolore.

Sono pagine struggenti, poetiche in senso non banale, queste di Arduino, uno scrittore che si mostra ulteriormente cresciuto rispetto al precedente romanzo, « Mai come voi » , che era sempre storia di alienazione e disagio. C'è ancora, potente e lacerante, il senso dell'abbandono, dell'assenza, la percezione della diversità dagli altri, dal resto del mondo, la dolorosa consapevolezza della propria fragilità e la ricerca di un dolore fisico che si mostra se non altro più concreto e rassicurante del male oscuro, invisibile e sfuggente, che viene da dentro, dalle più remote sinapsi cerebrali, dalle pieghe nascoste del cuore dello stomaco dei polmoni. E in tutto questo la prosa è matura, sempre convincente e soprattutto mai patetica.

Scommessa davvero difficile per un romanzo breve che ha i toni di un antico « threnos » , e cioè di un canto lamento funebre, in onore di chi muore dentro e lentamente anche fuori, giorno dopo giorno. Sarebbero tante le pagine di questo piccolo, prezioso romanzo che vorremmo citare, ma rimaniamo su una di quelle che concludono il volume, intessuta com'è di simboli cromatici e animali che percorrono in filigrana tutta la narrazione, una pagina carica di metafore dense di cose, non di povere parole. Qui si respira il senso magico e straziato ad un tempo di un dolore translucente, che vive in un controluce percettibile a pochi, ma implosivo e intenso perchè assolutamente vero e urgente: « tra brandelli di vestiti e bianco d'osso, tra la ruggine di cadaveri d'auto e il grigio del cemento in rovina, mi chiedo se ci sono altri come noi, se anche in loro stanno crescendo strani polmoni o bellissime branchie, se si stanno rivestendo di una pelle splendida e luminosa che non prova freddo di notte e non si lacera sotto la pressione di un male che viene da dentro. Non sirene nè tritoni, non pesci, ma con una pinna robusta e tagliente, saremo finalmente capaci di difenderci » .
(Elissa Piccinini)



E dal blog Giramundo:

Chiudimi le labbra è un libro forte, che non nasconde la violenza e non cela le grida, il sangue, la nausea, i lividi. Il linguaggio è diretto e schietto. Ma torna a volare su ali di farfalla quando parla d'amore (...) I sentimenti riscattano o sembrano essere l'unico motivo per cui valga la pena vivere...
(testo completo al link indicato sopra)


Che dire? Sono felice.


clean up the mess

Primo avviso
(Chiudimi le labbra, Cagliari, 26 giugno 2005)

Someday a real rain is gonna come
Someday a real rain is gonna come
Someday a real rain is gonna come
Someday a real rain is gonna come
And clean up the mess

colonna sonora, continua

A giudicare dal numero di download, sembrate aver apprezzato il commento sonoro a Chiudimi le labbra.
Da qui la decisione di mettere on line ben tre pezzi su RapidShare, così, tutti di un colpo (lo ripeto ancora una volta: RapidShare è gratuito, veloce e semplice da usare. Cliccare il link in basso, arrivare in fondo alla pagina, selezionare free download, aspettare il conto alla rovescia e via). Gli ultimi tre pezzi nelle prossime settimane per il gran finale. Come detto in precedenza, le vecchie tracce e i relativi link sono stati cancellati. Per chi non può aspettare e pretende (subito!) l'intero cd della soundtrack, scrivere al suo creatore, il fantastico V.bas.

Nei prossimi giorni annunci e sorprese. Keep cool. E grazie per le bellissime recensioni su Ibs, Bol e Lain. Happy happy happy, joy joy joy :)