Domani esce il mio nuovo romanzo. Forse potrete trovarlo in alcune librerie fin da questo pomeriggio, ma venerdì sarà decisamente il d-day.
Sono molto emozionato. E' quasi un nuovo esordio. Un nuovo inizio.
Per cominciare (e bene), la recensione che comparirà domani su TorinoSette, supplemento de La Stampa di cultura, spettacolo e piacevolezze varie. Dove viene annunciata (surprise surprise) anche la prima delle presentazioni di Chiudimi le labbra. Una presentazione piuttosto speciale. Leggete e capirete. In ogni caso ci ritorneremo sopra.
Prima di chiudere, un grazie grazie grazie a Pietro che mi ha mandato un'e-mail da non so dove, sul serio, complimentandosi per la mia intervista trasmessa dal Taccuino italiano di Rai International e condotta da Andrea Di Consoli (leggetevi il suo dolente, malinconico Discoteca, subito: una vera scoperta).
Chiudimi le labbra e l'amore tra l'invadenza mediatica
Iniziamo dicendo che Chiudimi le labbra (Lain Books, 10 euro) è una struggente storia d'amore, ma anche una storia sull'appartenenza, sul bisogno di trovare un proprio spazio all'interno di un rapporto e del mondo. Senza mezzi termini: se noi non possiamo cambiare, deve farlo il mondo e farlo radicalmente. Ma Chiudimi le labbra è anche una storia sui danni provocati dalla sovraesposizione alle informazioni. Pillole di notizie assorbite ogni giorno dalle fonti più disparate che non ci rendono più intelligenti o informati, ma ci inducono a uno stato di perenne angoscia e mancanza di qualcosa.
E' una storia sulla colpa e sui sensi di colpa, quelli che vivono anche le due protagoniste, Sissa e Martina, che vorrebbero stare insieme e stare bene, ma tra le quali la comunicazione sembra difficile, impossibile. Non un amore ai tempi del prozac, per prafrasare il titolo di un altro bel romanzo, ma un amore della nostra epoca sintetica, del dopo-ubriacatura mediatico da nuovo millennio.
Giovanni Arduino, che l'anno scorso con Mai come voi ha firmato un libro di culto ormai trattato come un feticcio, qui fa un passo avanti, mostra e denuda i sentimenti, i più viscerali, ma lo fa con grazia e pudore, con vero affetto per le due protagoniste, e anche i passaggi più forti non scadono banalmente in dettagli pornografici. Con uno stile lirico, ma non ridondante, si mescolano e confondono buio e luce, amore e sofferenza, carezze e colpi di rasoio. Un'immaginazione e una visione che sembrano senza confini e nelle quali il lettore non rischia mai di perdere il filo della narrazione.
Si intuiscono i motivi per i quali l'autore è stato paragonato a Tim Burton, anche se Chiudimi le labbra è meno barocco di molti film del regista americano e certamente più onirico, sospeso, al punto da non sembrare neanche un classico romanzo italiano o di banale imitazione. In fondo, lo ripeto, si tratta di una storia d'amore, forse di una canzone d'amore. Non a caso verrà presentato a Torino alla Fnac di Via Roma 56 giovedì 26 maggio alle ore 18 con l'accompagnamento musicale dei She Fancies Candies, giovanissimo gruppo torinese che propone un pop vagamente alla Cocteau Twins, leggero e impalpabile, ma capace di momenti aspri, inaspettati.
(Alessandra C)