alicia fa un sogno
L'intervento precedente ha spinto parecchi a scrivermi. A chiedersi e a chiedermi: ma ce l'hai con me? Nella maggioranza dei casi la risposta è stata no. Nelle e-mail ad personam ho chiarito e precisato. Posso farlo anche qui. In breve, non credo a complotti raffinati e diabolici ai danni dell'utente medio della rete (al gioco delle tre carte elevato a metodo e sistema invece sì, ma questo è un discorso più lungo), però non sopporto il rumore inutile. Di fondo, costruito in laboratorio, sintetico.
Ne riparleremo.
In anteprima, racconto minimo che uscirà in uno dei due speciali de La Stampa/TorinoSette dedicati alla fiera del libro del prossimo maggio (che ha come tema portante il sogno, of course). Alicia, scopertissimi riferimenti e citazioni a parte, è il nome di una mia amica, che saluto e abbraccio.
Alicia fa un sogno. Il posto è un posto dove vivono i libri. I corridoi sono appena illuminati. Le lampade non ti accecano. Sembra di essere dentro a un guscio. E’ ancora presto. L’aria sa di buono. Così è perfetto. I libri parlano fra loro in una lingua di pagine girate. Si guarda attorno. Ci mette il suo tempo. Ne sceglie uno con cura. Come se ci avesse pensato interi giorni o un’intera vita. Le dita a sfiorare una tasca: i soldi bastano. Lo sguardo a spostarsi: la luce sul soffitto sta cambiando. E’ sul punto di esplodere come un sole, una stella, una bomba. Voci che si fanno più forti. Schiamazzi. Schermi che prima non aveva notato sparano suoni e colori, non a salve. Altoparlanti che prima non c’erano urlano offerte speciali. I libri diventano pile, diventano torri sul punto di crollare, tutti con la stessa copertina, tutti lo stesso libro. Non il suo, comunque. Alicia lo stringe forte a sé e chiude gli occhi. Finisce a terra come se qualcuno l’avesse spinta. Continua a cadere e cadere e cadere. Le pile, le torri: possono ridere di lei?
Alicia si sveglia di scatto. Guarda ai piedi del letto. Il libro, quello scelto con cura, mettendoci il suo tempo, pensandoci sopra. Lo raccoglie e se lo porta al petto, come nel sogno. L’ha quasi finito. E’ bello. Domani o dopodomani ne parlerà con gli amici di scuola, sottovoce, perché è solo suo, perché le appartiene, perché è un segreto che va condiviso con rispetto e pudore.
Alicia si riaddormenta, il libro come fosse un orso di pezza.
Presto farà un altro sogno.

